Recensione I delitti di Rue du Louvre
- nicebookspics
- 13 feb
- Tempo di lettura: 1 min

I ruggenti anni venti ma anche gli strascichi di una società appena uscita da una guerra mondiale, un serial killer a piede libero, e la lotta per i diritti delle donne.
Tutto questo si può trovare tra le pagine di "I delitti di Rue du Louvre", di Michaëla Watteaux.
Le premesse sono ottime e il libro mantiene tutte le aspettative, rivelandosi un romanzo scorrevole e accattivante, che non si tira indietro quando si parla di affrontare argomenti complessi, come le ferite psicologiche dei soldati al ritorno dal fronte.
Altro pregio sono le atmosfere; sembra di essere per le strade di Parigi durante gli anni '20, tra musiche e locali notturni scintillanti.
Appena giri l'angolo però emerge anche tutto il pericolo e il razzismo dell'epoca, unito alle teorie di eugenetica che spianano la strada a un epoca ben più buia.
E come non parlare delle proteste sindacali, soprattutto da parte delle centraliniste protagoniste del romanzo, per avere uno stipendio equiparato a quello degli uomini. Vi suona familiare? É sconfortante vedere quanti pochi passi avanti siano stati fatti, ve lo dico.
Troviamo anche il tema delle cure (e delle sperimentazioni) psichiatriche, soprattutto a carico dei soldati ritirati dal fronte per ferite psicologiche che all'epoca non venivano comprese, anzi.
Avrete capito che il mio giudizio verso questo libro é estremamente positivo e ve lo consiglio senza remore, dovete recuperarlo.
É un libro che leggereste?
Ringrazio @editricenord per questo libro meraviglioso che ho ricevuto in anteprima 💙





Commenti